Gassin Hélène

L'energia eolica: prospettive e controversie [15/10/2007]

Traduzione di Silvia Dotti

L’energia eolica conosce, all’inizio del XXI secolo, un significativo sviluppo - tra il 20 e il 30% di crescita annua –, che le invidiano numerosi settori economici. Tuttavia, questi moderni mulini a vento suscitano anche molte polemiche. Dopo aver fatto il punto sullo stato attuale dell’energia eolica e sul suo ruolo potenziale nella sfida rappresentata, per l’umanità, dai cambiamenti climatici e dall’esaurimento delle risorse fossili, cercheremo di chiarire le principali controversie che circondano questa tecnologia.

 

L’eolico nella sfida energetica del XXI secolo

media/113/Riquadro_it_.jpg
La questione energetica del secolo può essere schematicamente riassunta come segue: soddisfare in modo equo e sostenibile il fabbisogno di servizi energetici di un’umanità sempre più numerosa, in un contesto caratterizzato dalla rarefazione delle risorse fossili e dalle necessità di protezione del clima.

I combustibili fossili (petrolio, carbone, gas), che coprono, oggi, l’80% del nostro consumo energetico, dovranno essere progressivamente sostituiti da un sistema energetico più pulito, efficace ed alimentato da energie rinnovabili.

L’elettricità rappresenta il 16% circa dell’energia mondiale ed è in questo settore, oggi ampiamente dominato dal carbone e dal gas, che interviene l’energia eolica. L’attuale evoluzione dei mercati e la maturità raggiunta da questa filiera favoriscono un maggiore sviluppo dell’eolico, che, secondo gli esperti [1], potrà costituire, dal 2030, il 30% circa della fornitura mondiale d’elettricità – ipotesi più ottimistica –, contro l’1% soltanto odierno.

Le principali controversie

Benché approvato dalla maggior parte dell’opinione pubblica, l’eolico suscita frequenti polemiche, classificabili in due categorie principali: gli aspetti tecnico-economici (potenziale reale, efficacia economica, utilità energetica); le questioni ambientali e paesaggistiche. Questi due gruppi di problemi vengono generalmente sollevati da differenti famiglie d’attori: energetisti e maggiori attori economici i primi; frontisti di parchi eolici o abitanti di comuni interessati da un progetto, naturalisti e cacciatori i secondi.

E’ fondamentale sottolineare, inoltre, che l’intensità e il contenuto del dibattito variano significativamente da un paese all’altro: ad esempio, le preoccupazioni paesaggistiche sono dominanti in Gran Bretagna; l’ambiente e l’avifauna in Germania; l’inutilità energetica e l’impatto paesaggistico in Francia.

LE QUESTIONI TECNICO-ECONOMICHE

  • Utilità energetica e marginalità

    L’eolico è spesso considerato, come la maggior parte delle energie rinnovabili, intrinsecamente ed irrimediabilmente marginale. Ora, il suo potenziale tecnico, o «giacimento», è molto elevato, dell’ordine di 39.000 TWh [2], tra 1.500 et 8.000 TWh, in base al carattere più o meno volontarista delle politiche di sviluppo.

La quota che questa produzione potrà rappresentare nel bilancio energetico dipenderà essenzialmente dal livello di consumo raggiunto. Ad esempio, l’ipotesi intermedia di 5000 TWh d’elettricità eolica nel 2050 potrà coprire più del 30% dell’approvvigionamento se il consumo si stabilizzerà, appena il 15% se il consumo raddoppierà, ecc. Nessuna controversia che faccia riferimento ad un tasso di penetrazione in percentuale, quindi, potrà essere risolta senza esplicitare il livello di consumo considerato.

  • Intermittenza e compensazione

    Una delle controversie più vivaci – nei paesi meno attrezzati – può essere così riassunta: ‘‘la produzione eolica è intermittente ed aleatoria, così che, per compensarla in assenza di vento, è necessario costruire centrali tradizionali, che emettono CO2’’.

Su questo punto, l’esperienza delle regioni meglio attrezzate, come la Danimarca o alcune province spagnole, ha relativizzato il problema: fino ad un tasso di penetrazione dell’elettricità eolica nella rete elettrica pari al 20%, non si è rivelato necessario alcun impianto particolare. D’altra parte, è da notare che la questione continua ad essere poco chiara nei paesi in cui l’eolico conta nell’ordine del percento ed è proprio in questi paesi, quindi, che essa è più controversa.

  • Efficacia economica

La questione dei costi dell’eolico viene sollevata spesso. In effetti, i costi di produzione dell’eolico sono, oggi, leggermente superiori a quelli delle filiere tradizionali, come il carbone o il gas. Tuttavia, i costi di produzione dell’eolico sono, da un lato, in continua diminuzione (riduzione dei costi del 35% circa osservata negli anni Novanta) e, dall’altro lato, i costi di produzione d’elettricità non rinnovabile sono in aumento. Infine, l’impatto di un sovrapprezzo di produzione sul prezzo per il cliente finale è piuttosto limitato, perché il trasporto, la distribuzione, la commercializzazione e le tasse rappresentano più del 70% della fattura reale.

LE QUESTIONI AMBIENTALI E PAESAGGISTICHE

  • Uccelli

Le principali ripercussioni delle centrali eoliche sull’avifauna sono le interferenze con e le perturbazioni dell’habitat o dei tragitti migratori. Gli studi scientifici evidenziano una mortalità causata dall’eolico relativamente bassa rispetto a quella provocata da altre infrastrutture (autostrade, immobili, linee elettriche, ecc.). D’altra parte, le associazioni di protezione degli uccelli, raggruppate in seno a Bird Life International, hanno sviluppato, nella maggior parte dei casi, strategie d’affiancamento, piuttosto che d’opposizione, all’installazione di centrali eoliche. La scelta dei luoghi d’installazione è, infatti, cruciale, perché l’impatto dipende essenzialmente dalle condizioni di sviluppo, non dalla tecnologia[[R.H.W. Langston, J.D.Pullan, Windfarms and Birds: An analysis of the effects of windfarms on birds, and guidance on environmental assessment criteria and site selection issues. Report written by BirdLife International on behalf of the Bern Convention, settembre 2003.]].

  • Rumore

Una centrale eolica, in effetti, non è silenziosa quando le pale sono in funzione. Tuttavia, a una distanza di 300 metri, l’impatto sonoro è di 45 decibel, cioè l’equivalente d’un normale ambiente d’ufficio. Poiché le prime abitazioni si trovano, in genere, a più di 500 metri (i regolamenti sono molto severi), l’inquinamento acustico è relativo, ma resta comunque un parametro da non trascurare nel pianificare l’installazione d’una centrale eolica.

  • Paesaggi

Sito eolico di Plouguer, Finistère, Francia. Fonte: Institut Régional du Patrimoine Bretagne
Sito eolico di Plouguer, Finistère, Francia. Fonte: Institut Régional du Patrimoine Bretagne
Ecco un argomento di dibattito su cui è difficile fornire elementi fattuali di chiarimento. Per la questione paesaggistica, come per l’eolico in generale, l’inquietudine che precede l’installazione d’una centrale lascia spesso il posto all’apprezzamento. E’ nel Regno Unito (movimento dei Country Guardians) che il dibattito sul paesaggio è stato più intenso, probabilmente per il forte ed antico attaccamento ad una «campagna paesaggistica». L’installazione di centrali eoliche, oggi, si basa sempre più su simulazioni d’impatto visivo. Gli effetti d’allineamento, l’equilibrio e la disposizione delle macchine sul terreno sono ormai studiati da paesaggisti. Le attrezzature ausiliarie e le vie d’accesso, inoltre, sono limitate e nascoste alla vista, le linee elettriche vengono interrate e le recinzioni evitate. I fabbricanti, infine, lavorano sul colore delle macchine: tra le tecniche impiegate, grigio chiaro e gradazioni di verde alla base.
Centrale di Kappels, Danimarca. Photograph Søren Krohn©1999 DWIA (Danish Wind Industry Association)
Centrale di Kappels, Danimarca. Photograph Søren Krohn©1999 DWIA (Danish Wind Industry Association)

In conclusione, sembra che, se alcune controversie, basate su una conoscenza inesatta della realtà dell’eolico, tendono, con il suo sviluppo, a scomparire, altre controversie trovano la loro origine – e la loro risposta – nel modo di metterlo in pratica. Se lo sviluppo delle centrali eoliche sembra, dal punto di vista energetico, inevitabile e necessario, è opportuno che esso proceda in condizioni ottimali, di rispetto del territorio e degli ecosistemi, e d’appropriazione da parte dei cittadini.

Sitografia


Note

1. Global Wind Energy Council (GWEC), Greenpeace International, Perspectives mondiales de l’énergie éolienne 2006, settembre 2006.

2. Secondo lo studio pubblicato nel 2003 dal Consiglio Consultivo Tedesco sul Cambiamento Globale (WBGU, Wissenschaftlicher Beirat der Bundesregierung Globale Umweltveränderungen).]] (cioè più del doppio del consumo attuale d’elettricità a livello mondiale). Il potenziale che può essere realmente mobilitato è stimato, dagli industriali[[Global Wind Energy Council (GWEC), Greenpeace International, Perspectives mondiales de l’énergie éolienne 2006, settembre 2006.

Sullo stesso argomento