Philippe Rekacewicz

Le scelte energetiche del futuro: scenari divergenti [24/11/2008] download pdf

media/214/scenarios_silvia_it_.jpg

Il bouquet energetico

Di Benjamin Dessus

Traduzione di Silvia Dotti

Esistono numerosi scenari energetici mondiali a lungo termine. Alcuni sono il frutto di previsioni e presentano l’evoluzione energetica più probabile nel caso in cui le tendenze recentemente osservate si protraggano nel periodo studiato. E’ il caso dello scenario da poco pubblicato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), che prevede l’emergere, tra 25 anni, di una situazione inquietante. Infatti, nel 2030, la domanda di energia sarà aumentata, rispetto al 2002, del 66% (del 100% per il gas naturale, del 60% per il petrolio, del 55% per il carbone, del 100% per le energie rinnovabili). Il nucleare, invece, sarà rimasto al valore attuale. Quanto alle emissioni di gas serra, saranno aumentate del 70%...

Altri scenari sono di tipo prospettivo: delineano situazioni differenti, che riflettono le politiche energetiche e le loro conseguenze in termini di domanda e offerta, nonché in termini ambientali, in diversi momenti. E’ il caso degli scenari proposti dal International Institute for Applied Systems Analysis (IIASA), per conto del Consiglio Mondiale dell’Energia, e dello scenario Noé, del Centro Nazionale della Ricerca Scientifica (CNRS). Si basano sulle stesse crescite demografiche (10 miliardi di abitanti nel 2050), ma stabiliscono obiettivi molto diversi: lo sviluppo tecnologico e l’abbondanza energetica nella famiglia degli scenari A; la sobrietà e il rispetto degli standard ambientali, soprattutto la limitazione delle emissioni di gas a effetto serra o delle scorie nucleari, nella famiglia degli scenari C; la limitazione simultanea di entrambi nello scenario Noé. Si evidenzia, dal 2020, uno scarto molto significativo tra gli scenari estremi (famiglia A e Noé): quasi 4 miliardi di tonnellate di equivalente petrolio (tep). Le immagini proposte differiscono molto più per l’entità della domanda energetica reputata indispensabile (abbondanza o gestione) che per l’importanza, più o meno grande, accordata ai diversi mezzi di produzione. Non è tanto il ricorso alle energie rinnovabili che caratterizza gli scenari ecologici C e Noé, quanto, piuttosto, la previsione di una debole domanda energetica. La gestione della domanda energetica si qualifica chiaramente come il principale margine di manovra per l’azione.

Sullo stesso argomento