Nogarin Mauro

Il litio in Bolivia: una nuova fonte energetica [20/02/2009]

Dal nostro inviato in Bolivia

Quando si arriva a La Paz, dopo la meravigliosa vista di una moltitudine quasi infinita di case che accarezzano le montagne, si avvertono i primi sintomi di un mal di testa che comincia dal retro della nuca e il respiro affannoso: in quel preciso istante si capisce cosa vuol dire camminare a 3600 mslm di altitudine. Anche la digestione ne risente: tutto si limita a un primo o un secondo e a una bibita, si ha l’impressione di aver mangiato molto di più.

Vista panoramica della città di La Paz
Vista panoramica della città di La Paz

La parte antica di questa città sorge dall’intersezione di varie montagne, che, dal bordo della parte più alta, appare come una sorta di enorme conca: gli abitanti, infatti, in modo buffo la chiamano “olla”, la pentola. Non bisogna lasciarsi impressionare se la maggior parte delle case che si osservano sono umili e prive di intonaci, perchè il concetto di architettura è assai diverso da quello che conosciamo e, comunque, non è assolutamente da confondere con le favelas brasiliane.

Vista panoramica a 50 Km prima di arrivare alla città di La Paz
Vista panoramica a 50 Km prima di arrivare alla città di La Paz

Nelle ultime settimane, questo paese sconosciuto alla maggior parte della comunità internazionale è divenuto il centro dell’attenzione delle più importanti agenzie di stampa del mondo. La notizia che ha suscitato tale interesse è che la metà delle riserve mondiali di litio si trovano sotto il lago salato di Uyuni, il più grande del mondo con i suoi 12 mila km quadrati di superficie, circa tre volte più grande della regione italiana del Molise. In base agli studi geologici condotti dal Sergeotecmin della Bolivia, la riserva calcolata fino ad ora è di circa 9 milioni di tonnellate di litio, disciolti in un liquido salino sotto la bianca e candida crosta di sale.

Immagine satellitare del lago salato di Uyuni
Immagine satellitare del lago salato di Uyuni
Immagine satellitare del lago salato di Uyuni
Immagine satellitare del lago salato di Uyuni

Anche il nuovo presidente degli Stati Uniti Barak Obama, durante un discorso di qualche settimana fa, ha fatto riferimento, nell’ambito della sua nuova politica ecologica, a questo prezioso minerale e alla Bolivia, per poter attivare i contatti necessari alla costruzione delle batterie per le future auto elettriche. Poco dopo, la General Motors ha dimostrato il suo interesse a finanziare un progetto in collaborazione con la LG, in qualità di fornitore di batterie al litio, e quest’ultima avrebbe già preso i primi contatti con il Ministero della risorse minerarie boliviano.

L’appuntamento più atteso del reportage è con il direttore generale del Ministero delle Risorse Minerarie, il Dott. Freddy Beltrán, un uomo molto cordiale che, sebbene mi abbia fatto attendere per quasi due ore a causa della riunione settimanale con il ministro, mi ha accolto con estrema gentilezza, nel suo studio al quattordicesimo piano del palazzo delle telecomunicazioni.

Il direttore generale del Ministero boliviano delle Risorse Minerarie Freddy Beltràn
Il direttore generale del Ministero boliviano delle Risorse Minerarie Freddy Beltràn

Attualmente non è ancora terminato lo studio geologico per determinare l’esatta quantità di litio, in quanto la profondità massima alla quale si è arrivati è stata di 220 metri e i rilievi continuavano a mostrare un’alta concentrazione di litio, afferma Beltràn con pacata convinzione e, allo stesso tempo, con un filo d’orgoglio.

Quasi ad anticipare la mia domanda, il direttore segnala con il dito indice sulla cartina geologica che la concentrazione più alta di litio si trova nella parte sud del Lago, verso lo sbocco nel Rio Grande di Lipez, identificata come “Area 3”, dove il valore registrato è tra 2500 e 4000 mg/lt su una superficie di 250 Km quadrati, mentre nel delta il valore si porta tra 300 e 2500 mg/lt per una superficie totale di 220 Km quadrati. Mano a mano che ci si sposta verso nord, questi valori diminuiscono nel seguente modo:

  • Area 2 – Sud Ovest: 1000 – 2500 mg/lt (sup. 900 Km2)
  • Area 1 – Centro Sud: 500 – 1000 mg/lt (sup. 3200 Km2)
  • Area 0 Ovest - Nord: < 500 mg/lt (sup. 5500 Km2)

Sulla superficie del lago salato, la crosta di sale ha uno spessore di 40 centimetri, che attualmente le comunità sfruttano per produrre sale da cucina, previo un processo di essicazione in un forno artigianale volto a togliere l’umidità. Subito dopo si trova il primo strato di liquido salino in cui sono dissolti litio, boro, potassio e magnesio, seguito da uno strato di fango misto a materiale di inerti inorganici, quindi un secondo strato di liquido salino e via via con questa stessa alternanza di stratificazione geologica. Nella perforazione di 220 metri effettuata nell’ultima analisi chimica, si sono trovati tre strati di melma e quattro di soluzione salina.

Sono numerose le aziende internazionali che fino a questo momento hanno dimostrato un forte interesse per il litio boliviano, continua il Dott. Beltràn. Tuttavia, le offerte inoltrate fino a questo momento hanno la medesima connotazione: finanziare l’intera costruzione del complesso industriale, assumere personale locale e pagare il prezzo di mercato del carbonato di litio, ovvero il primo prodotto base. Ma questo abbiamo detto che non sarà sufficiente. La Bolivia è seriamente intenzionata a entrare in una società mista, con il controllo societario del 51%, o più, e comunque a arrivare alla costruzione delle batterie, che sarebbe il nostro obiettivo finale, anche se comprendiamo che sarà difficile per la forte resistenza nel trasferire il know how tecnologico, costato molto tempo e finanziamenti a tali aziende straniere.

In termini schematici, sono cinque le fasi necessarie per arrivare a costruire le batterie:

  1. Dal liquido salino estrarre il carbonato di litio
  2. Produzione del cloruro di litio
  3. Produzione di litio metallico
  4. Produzione del n-Butillitio
  5. Costruzione di batterie per automobili

Quando chiedo a che punto è la costruzione della piattaforma pilota, il viso del direttore cambia espressione.

Purtroppo siamo in forte ritardo. Dopo l’inaugurazione avvenuta a maggio dell’anno scorso, a quest’ora dovremmo essere circa a metà dell’opera, invece siamo solo a un terzo. Si stanno costruendo le vasche di evaporazione, mentre mancano tutta la struttura che ospiterà il laboratorio scientifico, indispensabile per il funzionamento della piattaforma e del reparto di ricerche, e tutta l’area abitazionale per il personale.

Inaugurazione dell'inizio dei lavori per la costruzione della piattaforma pilota
Inaugurazione dell'inizio dei lavori per la costruzione della piattaforma pilota

Il finanziamento approvato per la costruzione di questo complesso è di 5,7 milioni di dollari, ma con questo progetto l’obiettivo principale non è arrivare a produrre una quantità industrale tale da influire sulle esportazioni nazionali, ma generare un’esperienza professionale indispensabile per poter procedere al complesso industriale definitivo, previsto per il 2013. Dalle 40 tonnellate di litio, 25 di acido borico, 80 di solfato di potassio e 69 di cloruro di potassio si otterrà un’entrata di 310 mila dollari al mese, da cui devono essere tolti i costi di esercizio, che raggiungono i 250 mila dollari.

Prima di concludere l’intervista, rivolgo l’utlima domanda, che riguarda l’impatto ambientale:

Sono state prese tutte le precauzioni nel rispetto della normativa attualmente vigente. Per estrarre il liquido salino verranno perforati dei pozzi con un diametro non superiore ai 50 centimetri, mentre le stazioni di pompaggio spingeranno il liquido attraverso i tubi, che raggiungeranno la piattaforma centrale per l’elaborazione dei vari elementi chimici. La superficie del Lago di Uyuni rimarrà intatta. Anzi, di volta in volta verranno reimmessi all’interno del lago, attraverso un sistema informatizzato di monitoraggio, i liquidi residui .

Il viaggio a Uyuni

Esistono due modi per raggiungere il Lago salato di Uyuni, l’autobus o il treno: il primo più economico, ma scomodo e avventuroso; il secondo, invece, più caro, ma confortevole. Si è optato per il primo.

Dalla città di La Paz si deve prendere il bus, che porta alla città di Oruro. Il viaggio dura circa un paio d’ore. La strada è asfaltata, ma priva di illuminazione pubblica. Alla stazione degli autobus una serie di botteghini offrono quasi tutti la stessa specialità culinaria: pollo fritto e patate fritte. Per evitare disturbi intestinali, si sono scelti un pacchetto di cracker e dei biscotti dolci, oltre all’immancabile bottiglia di acqua non gasata. Il pulmino ha le sospensioni maggiorate e i pneumatici con il battistrada rinforzato: questo significa che la strada è sterrata. Due colpi di clacson avvertono i passeggeri che si parte.

Lungo la strada sono poche le luci delle case che si vedono dal finestrino: è tutto buio, mentre l’incredibile cielo stellato, così nitido e cristallino, domina su tutto il paesaggio notturno. Dopo aver pagato il pedaggio nella località di Challapata, la festa finisce. Da quel punto in poi, fino a Uyuni, l’autobus non smetterà di “ballare” sulla strada sterrata, formata da pietre e sassi, e, in alcuni punti, si dovranno attraversare alcuni fiumiciattoli che, adesso, portano l’acqua della stagione delle piogge.

Alle tre e mezza circa di mattina il bus si ferma per una sosta di trenta minuti. La mensola che si trova sopra i sedili è vuota, il moto sussultorio ha fatto scivolare tutti i bagagli verso la parte anteriore del bus. Stupiti da un simile episodio, il sottoscritto e una coppia di giovani austriaci si sono messi a ridere. Le gambe quasi non le sento, a causa delle incessanti vibrazioni all’interno del bus e del freddo: all’aria aperta ci sono circa 6 gradi centigradi.

Verso le cinque di mattina, quando il sole sta per sorgere, all’orizzonte cominciano ad apparire le prime case, che via via, chilometro dopo chilometro, si infittiscono: è l’inizio della località di Uyuni. Scesi sul marciapiede di una piazzola, si avverte un silenzio surreale, avvolgente, interrotto soltanto da un vento insistente che alza nuvole di polvere.

Centro di Uyuni
Centro di Uyuni

Mi dirigo al primo chiosco per bere qualcosa di caldo e lavarmi il viso. Rimangono ancora una decina di chilometri per raggiungere la piattaforma e li percorro a bordo di un taxi, che si era avvicinato all’uscita del locale. I raggi del sole sono implacabili fin dalle prime ore del mattino: cappello, occhiali da sole e crema protettiva sul viso sono d’obbligo.

Vista panoramica del lago di Uyuni
Vista panoramica del lago di Uyuni

Vista panoramica del lago di Uyuni
Vista panoramica del lago di Uyuni

Nel luogo dove sta sorgendo la prima fabbrica di litio, si fa fatica a distinguere la struttura. E’ visibile a occhio nudo che esiste un forte ritardo nei lavori di costruzione. I pochi operai presenti nel cantiere sono impegnati nello scavo delle vasche e l’applicazione della geomembrana. L’autista fa cenno che non c’è altro da vedere, bisogna tornare al paese.

Costruzione delle vasche di evaporazione
Costruzione delle vasche di evaporazione

Costruzione delle vasche di evaporazione
Costruzione delle vasche di evaporazione

Dopo vari tentativi di porre alcune domande, mi accorgo che la gente è molto scettica e preferisce non rispondere alle domande di uno straniero.

Qualche ora più tardi, senza riposare, riprendo il bus per far ritorno alla città di La Paz. Per concludere il reportage, esiste un altro elemento da approfondire: l’impatto sociale. Per valutarlo, ho organizzato una breve intervista con il deputato Froilan Condori, un uomo di mezza età, dal carattere forte e determinato, forgiato da tanti anni di lotta alla testa del FRUTCAS, un’organizzazione sociale che, creata nel 1992, ha il compito di prendere le difese del millenario lago salato di Uyuni.

Il deputato boliviano Froilan Condori nel suo studio di La Paz
Il deputato boliviano Froilan Condori nel suo studio di La Paz

La data della sua fondazione non è casuale, perchè fu proprio in quell’anno che l’azienda americana Lithium Corp, durante il governo boliviano di Jaime Paz Zamora, si mostrò seriamente intenzionata a firmare un contratto per sfruttare l’intero giacimento di litio di Uyuni, senza alcun valore aggiunto al minerale, per un periodo di quarant’anni. Tutte e cinque le province di Uyuni, associate al FRUTCAS, in quei mesi organizzarono manifestazioni ad oltranza contro il governo e scioperi della fame con centinaia di persone; le città di La Paz e Oruro furono assediate dai campesinos e dalle comunità autoctone. Con questa esemplare pressione popolare, il governo dovette cedere e la Lithium Corp fu costretta a lasciare il paese.

Dopo questo breve ma importante cenno storico, il deputato Condori afferma di essere molto soddisfatto del presidente Evo Morales:

Poco dopo aver assunto l’incarico di capo dello Stato, ci ha chiesto il nostro aiuto, per poter lavorare assieme al ministero delle risorse minerarie e progettare l’attuale piattaforma pilota. Senza il nostro consenso, nessuna istituzione avrebbe potuto mettere piede nel Lago di Tunupa.

Le oltre 90 mila persone che abitano questo luogo sono molto soddisfatte del principio secondo il quale si sta procedendo nello sfruttamento di questa risorsa naturale: i proventi che si genereranno nei prossimi anni serviranno a costruire l’infrastruttura pubblica di cui la popolazione ha urgente bisogno, per passare alla fase di sviluppo economico e sociale che si merita questa straordinaria regione andina.

Veicolo utilizzato dalle microimprese locali per il trasporto del sale per uso domestico
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Casa costruita con mattoni ricavati dalla crosta di sale di superficie
Casa costruita con mattoni ricavati dalla crosta di sale di superficie
Forno per essicare il sale
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Azienda artigianale per la produzione di confezioni di sale da cucina
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