Nogarin Mauro

CELA: il nuovo polo energetico di Panama [20/02/2009] download pdf

Un consorzio formato da aziende di Spagna, Venezuela, Stati Uniti e Singapore investirà, nei prossimi 20 anni, 40 mila milioni di dollari per costruire il CELA, il piú grande centro energetico del continente americano. Parallelamente al piú famoso canale marittimo del mondo, costruito quasi cento anni fa, verranno realizzati un oleodotto e un gasdotto per collegare l’Oceano Atlantico al Pacifico.

La struttura di pianificazione del CELA parte da un concetto organizzativo, in grado di ottimizzare gli sforzi dei finanziatori che partecipano al consorzio e delle aziende che opereranno all’interno del nuovo polo energetico. Questo strumento di marketing consentirà di risparmiare sulle ingenti quote di investimento iniziale: basti pensare che si otterrà la riduzione di circa il 50% nel Capex (Capital Expenditure, spese in conto capitale) e del 30% nell’Opex (Operating Expenditure, spese operative), approfittando al massimo delle sinergie operative che si presenteranno durante le varie fasi di costruzione e funzionamento del CELA. Bisogna precisare, inoltre, che l’intero progetto è stato formulato in base a una realtà da tempo operante nell’isola di Jurong, Singapore, che, grazie alla tecnologia adottata, permette di risparmiare circa il 20% sui costi di gestione.

Il parco industriale situato a ridosso delle coste dell’Atlantico avrà la funzione di immagazzinare e distribuire petrolio e prodotti di raffinazione provenienti dai paesi produttori dell’America Latina e dal Medio Oriente. Con un investimento iniziale di 1.100 milioni di dollari, Panama diventerà gradualmente uno dei poli energetici più importanti per Stati Uniti, Messico, Centro America e il più importante in assoluto per l’America Latina. Durante la presentazione di questo ambizioso progetto davanti al presidente panamense Martín Torrijos, l’amministratore delegato del CELA José Barderas ha affermato che, per oltre due anni, un gruppo di consultori internazionali ha lavorato alla progettazione tecnica e finanziaria del nuovo centro energetico. “Panama diventerà un paese strategico per lo sviluppo delle attività petrolifere nel prossimo futuro e questo tipo di infrastruttura industriale contribuirà ad aumentare e a snellire il commercio mondiale nel settore degli idrocarburi”, ha affermato l’industriale spagnolo in conferenza stampa.

Nella prima fase dei lavori, che si estenderanno su un’area di 850 ettari, si costruiranno il terminal marittimo dell’Atlantico, per ricevere la materia prima, e i serbatoi necessari per il deposito di 26 milioni di barili di petrolio. Una volta concluso il CELA, Panama disporrà di raffinerie con una capacità totale di 2 MMbpd, una serie di piattaforme petrolchimiche con una capacità produttiva di 3 MTPA, un complesso di serbatoi in grado di stoccare fino a 1000 MMSCFD di gas naturale liquido (GNL) e terminal marittimi adibiti a ricevere navi cisterna di grosso tonnellaggio.

Dopo aver subito un leggero ritardo a causa della consegna dei permessi di costruzione da parte delle autorità governative, secondo l’attuale vicedirettore del CELA, Henry Jimenez, tra marzo ed aprile del 2009 inizieranno i lavori di terra della costa Atlatica e, simultaneamente, quelli della costa del Pacifico. Questo significa che nell’arco di 24 mesi saranno operativi, in entrambi i versanti di Panama, tutti i cantieri previsti per la costruzione del CELA. Alla fine del 2011, i terminal marittimi entreranno in funzione, mentre verso la metà del 2009 comincerà anche la costruzione della prima raffineria, con una capacità di elaborazione di 200 mila barili al giorno e che, secondo il cronogramma prestabilito, entrerà in funzione alla fine del 2012.

Fin dagli inizi dell’elaborazione del progetto, gli Stati Uniti hanno dimostrato un forte interesse per la realizzazione del CELA, in quanto, negli ultimi anni, le rigide normative sulla protezione ambientale hanno frenato drasticamente la costruzione di nuove raffinerie nel loro territorio, nonostante la domanda di idrocarburi sia in costante aumento. Inoltre, ad aumentare l’importanza che assumerà il CELA in un futuro a breve termine è arrivata la disponibilità del governo cinese a contribuire al finanziamento e al potenziamento del complesso industriale, con l’aggiunta di altre raffinerie, per far fronte al continuo incremento della domanda di idrocarburi in Cina – una prospettiva che verrà coronata anche dall’avvio, tra i due paesi, delle relazioni diplomatiche, fino ad oggi inesistenti a causa del riconoscimento del governo di Taiwan.

Nonostante siano stati rispettati i numerosi vincoli posti dalle attuali leggi in materia di concessioni edilizie nelle aree industriali, il consorzio panamense ha dovuto far fronte a una serie di problematiche relative al cambiamento tecnico del progetto, a causa dell’impatto ambientale nell’isola di Taboga. Con la prima versione del progetto approvato nel 2007, infatti, la popolazione dell’isola aveva espresso un profondo dissenso verso la costruzione del complesso industriale in cui sarebbero stati costruiti i serbatoi di stoccaggio dei barili di petrolio – un particolare che, nel pieno rispetto del parere degli abitanti dell’isola, è stato accolto dallo staff tecnico di Energias S.A., apportando le dovute modifiche progettuali e cambiando il luogo in cui sorgerà il deposito, ovvero l’ex base militare di Howard.

Il consorzio

Le imprese Técnicas Reunidas de España, Jurong Consultans Pte. Ltd di Singapore, Cryogas e CBI Lummus degli Stati Uniti, ICA Flúor, un Consorzio messicano-statunitense, e CSA Group di Panama hanno realizzato tutta la parte che riguarda lo studio tecnico-finanziario del CELA, mentre l’azienda Energías S.A., che amministra il complesso industriale, fa capo a Jesús Barderas e ad Abraham Hazoury.

La Struttura

Nel terminal situato sulla costa atlantica, che si estende su una superficie di 1500 ettari, il gas naturale liquido verrà rigasificato e trasportato nel gasdotto di 20 pollici di diametro già esistente, per essere utilizzato come materia prima per la generazione di energia elettrica destinata al mercato interno, mentre l’acqua del mare verrà utilizzata per il sistema di raffreddamento dell’intero processo petrolchimico. I moli per l’ormeggio sulla costa del Pacifico e la stazione di pompaggio in mare aperto verranno costruiti a circa 1,5 Km dall’isola Taboguilla, infrastruttura indispensabile per l’importazione e l’esportazione della materia prima e dei prodotti raffinati. L’area prescelta per gettare le fondamenta di questo nuovo polo energetico è la cittadina di Maria Chiquita, nella provincia Colon, a circa 70 Km a nord-est dalla capitale.

Grafico panoramico del percorso dell'oleodotto e del sistema CELA in generale
Grafico panoramico del percorso dell'oleodotto e del sistema CELA in generale
Simulazione in 3D dell'intero parco industriale che si costruirà sul versante atlantico
Simulazione in 3D dell'intero parco industriale che si costruirà sul versante atlantico
Simulazione in 3D dell'impianto carico/scarico di LNG e petrolio
Simulazione in 3D dell'impianto carico/scarico di LNG e petrolio

Tutti gli elementi che compongono il nuovo parco industriale, adibito alla raffinazione del petrolio e di prodotti petrolchimici, sono incorporati in modo da permettere lo sviluppo di servizi basilari, che, a seconda delle esigenze, verranno collegati a un sistema di gestione integrato. Un altro aspetto molto importante del CELA è la costruzione di una rete di corridoi comuni per facilitare l’installazione di tubazioni, indispensabili per consentire il trasporto della materia prima dal porto marittimo verso le installazioni.

Principalmente il nuovo complesso industriale è formato dai seguenti elementi:

  • Raffinerie con una capacità fino a due milioni di barili al giorno
  • Produzione petrolchimica di etilene e propilene con una capacità fino a tre milioni di tonnellate all’anno
  • Piattaforma per la produzione di etanolo
  • Complesso di GPL con un molo dedicato, due serbatoi per il deposito di gas con una capacità di stoccaggio di 320.000 metri cubi
  • Piattaforma di ri-gasificazione con una capacità di estrazione di un milione di piedi cubici al giorno (BPCED)
  • Due terminal marittimi per consentire l’attracco di navi cisterna
  • Serbatoi con capacità di 60 MMBbs

L’oleodotto

Il percorso dell’oleodotto che collegherà i due oceani è stato scelto in modo molto accurato per diminuire al massimo l’impatto ambientale, nel pieno rispetto delle leggi attualmente in vigore per il rispetto e la tutela dell’ambiente.

Il tubo in titanio da 36 pollici verrà posato a una profondità di due metri lungo tutti i 96,5 Km della sua lunghezza. Il tratto di 80,5 Km unisce il parco industriale dell’Atlantico con la zona a sud-est della ex base militare Howard e prosegue per altri 15 Km, fino a raggiungere la piattaforma in mare aperto a est dell’isola del Pacifico di Taboguilla. All’incrocio con il Canale di Panama verrà effettuata una perforazione direzionale alla profondità più sicura possibile, per non compromettere la stabilità del terreno che sostiene l’intera architettura del canale e permettere, allo stesso tempo, le future estensioni e ramificazioni del condotto principale.

Il percorso del nuovo oleodotto toccherà sette punti:

  1. Tratto Atlantico: località di Nueva Italia (18,3 Km.)
  2. Nueva Italia / Autostrada Nord (30,8 Km.)
  3. Autostrada Nord / Sub-stazione Summit (8,8 Km)
  4. Sub-stazione Summit / Ponte Centenario (3,1 Km)
  5. Ponte Centenario / incrocio (916 m)
  6. Versante ovest Ponte Centenario / Base Howard ( 12,9 Km)
  7. Base Howard / Piattaforma mare aperto (15,5 Km)

Le caratteristiche tecniche dell’oleodotto sono le seguenti:

  • Installazione di minimo otto valvole automatiche di sezionamento
  • Protezione della parte esterna dell’oleodotto con resine speciali contro l’azione corrosiva generata dal terreno, considerando che il tasso di umidità relativa è del 96% e che il livello di salinità nell’aria è molto elevato
  • Sistema di protezione catodica
  • Software con sviluppo di un modello matematico per il rilevamento di fughe in tempo reale
  • Sistema digitale di supervisione e controllo

Grafico del sistema adottato per effettuare il passaggio dell'oleodotto sotto il Canale di Panama
Grafico del sistema adottato per effettuare il passaggio dell'oleodotto sotto il Canale di Panama
Grafico 3D delle caratteristiche tecniche dell'oleodotto
Grafico 3D delle caratteristiche tecniche dell'oleodotto

Raffinerie

L’intero sistema di raffinazione prevede l’installazione di sei torri di raffinazione con una capacità di 100, 150 e 250 mbpd. Le sei parcelle di terreno riservate per questi impianti sono rispettivamente di 32, 46 ed 80 ettari.

Lo studio di simulazione elaborato dall’azienda Cryogas prevede la produzione dei seguenti prodotti, oltre all’asfalto e al pet coke:

Prodotti Barili al giorno
GPL 52.000
Benzina 370.000
Jet fuel 135.000
Diesel 406.000
Nafta 237.000
Totale 1.200.000

Fonte: Energias S.A.

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