Luli Noel, Gastaldon Francesco

Le grandi speranze spazzate via: L’Albania di nuovo sull’orlo della catastrofe politica [23/05/2011]

Traduzione di Marianna Pino

Tirana, 22 maggio 2011

Ancora una volta, a due sole settimane dalle elezioni locali, la situazione politica a Tirana e in tutta l’Albania è piuttosto tesa. Le elezioni amministrative dell’8 maggio sono state seguite da un lento conteggio dei voti, il cui risultato è stato un esiguo margine di 10 voti (su più di 250.000) a favore di Edi Rama, sindaco in carica di Tirana e leader nazionale del Partito Socialista (SP). Secondo i primi risultati, l’ex-Ministro degli Interni ed enfant prodige del Partito Democratico (DP) Lulzim Basha è stato sconfitto da Rama con quella che sembra essere una vittoria estremamente risicata. In ogni caso, la Commissione elettorale centrale (CEC) ha deciso di continuare il conteggio includendo anche le schede elettorali trovate nell’urna sbagliata (i cittadini di Tirana hanno votato per il sindaco, il consiglio comunale, il presidente e i membri del consiglio delle circoscrizioni locali [1]).

Per la prima volta dalla creazione dello Stato nel 1912, in queste elezioni gli elettori Albanesi hanno la percezione che ogni loro voto sarà accuratamente contato. I maggiori network televisivi hanno trasmesso in diretta il processo del conteggio dei voti, per dare prova della sua attendibilità. Queste immagini ci ricordano che, nonostante il Paese stia cercando di uniformarsi alle procedure elettorali dell’Unione Europea, sono gli stessi albanesi che devono decidere che senso dare alla loro democrazia. Bisogna inoltre sottolineare il fatto che l’affluenza alle urne delle elezioni locali a Tirana è stata del 38%, la più bassa tra le maggiori città e ben al di sotto della media nazionale del 50,9%, e che rappresenta un chiaro sintomo della sfiducia dei cittadini nei confronti della classe politica. Inoltre, il problema della legittimità della decisione della CEC di tener conto delle schede elettorali inserite erroneamente è divenuta la questione piu’ scottante di Tirana. Il Partito Socialista, guidato da Edi Rama (sindaco di Tirana dal 2000 per tre mandati consecutivi), sostiene che la CEC stia seguendo gli ordini del governo di Berisa e stia cercando di manipolare i risultati in favore dell’altro candidato. Rama ha invitato i suoi sostenitori a “proteggere il voto” e a fermare il “processo illegale” del riconteggio. Negli ultimi giorni, una grande folla di sostenitori del SP si è radunata fuori dagli uffici della CEC, circondata da centinaia di uomini delle forze di polizia.

Dalle elezioni politiche del 2009, la scena politica albanese è stata caratterizzata da tensione, toni alti, confronto duro e dal boicottaggio delle sedute parlamentari da parte dei membri dell’opposizione. La Commissione europea e tutte le organizzazioni internazionali hanno messo in guardia i partiti albanesi che questa impasse politica rallenterà il paese nel suo percorso verso una maggiore integrazione con i partner europei. Ciò nonostante, l’Albania è di nuovo sull’orlo della catastrofe politica. I prossimi giorni mostreranno se prevarrà la negoziazione e la responsabilità oppure se il paese scivolerà in disordini seri e, eventualmente, nella violenza.


Note

1. Tirana è divisa in 11 circoscrizioni locali definite sotto-municipalità

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