Annetti Francesca

Importante svolta diplomatica a Parigi: la Palestina entra nell'UNESCO [08/11/2011]

È stata una decisione storica quella che ha portato pochi giorni fa la Palestina ad entrare a far parte dell'UNESCO, l’Agenzia delle Nazioni Unite per l'Istruzione, la Scienza e la Cultura. Mentre infatti è ancora attesa la decisione del Consiglio di Sicurezza sulla richiesta di riconoscimento inoltrata da Abu Mazen alle Nazioni Unite, lo scorso 31 Ottobre la Conferenza Generale dell'UNESCO ha votato a grande maggioranza l'ammissione della Palestina all'interno della propria organizzazione.

Con 107 Stati che si sono dichiarati favorevoli, 14 contrari e 52 astenuti, il voto svoltosi a Parigi ha sottolineato ancora una volta l'importanza della questione palestinese e la volontà di una larga parte della comunità internazionale di esprimersi in favore di un cambiamento dello status quo che ormai paralizza da decenni il processo di pace attraverso il riconoscimento del diritto dei palestinesi alla creazione di un proprio stato sovrano. Si tratta quindi di una grande vittoria politica e diplomatica per la Palestina, che grazie all'ingresso nell'UNESCO potrà inoltre richiedere la registrazione di alcuni siti di alto valore storico e culturale presenti all'interno dei Territori, contrastando così la loro annessione da parte israeliana.

Fra i pareri favorevoli ci sono stati quelli dei paesi arabi, di gran parte dei paesi africani e dei BRICS, il gruppo delle economie emergenti che raccoglie al suo interno Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. A guidare le fila dei paesi contrari sono stati Israele e Stati Uniti, e all'indomani del voto non si sono fatte attendere le ripercussioni. Gli USA hanno infatti annunciato che interromperanno i finanziamenti destinati all’UNESCO, che perderà in questo modo una quota pari a circa il 22% del proprio budget. Una legge [1] approvata dal Congresso nei primi anni Novanta impone che gli Stati Uniti sospendano il proprio supporto finanziario alle organizzazioni internazionali che accolgono la Palestina fra i propri membri, lasciando così poco margine di manovra per l'amministrazione Obama. Resta da vedere però quale sarà il comportamento che gli Stati Uniti decideranno di adottare qualora la situazione dovesse ripresentarsi per altre Agenzie delle Nazioni Unite, in particolare per l'AIEA, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, che rappresenta uno degli principali strumenti di controllo del progetto nucleare iraniano, nonché uno degli strumenti di pressione su Teheran. E’ probabile che proprio questa legge, se non modificata, possa essere un fattore fortemente negativo per l'ingresso della Palestina in altre organizzazioni. Anche Israele non ha tardato a far sentire la propria voce contro quella che ha definito una “tragedia”: oltre al taglio dei finanziamenti per l'UNESCO, il governo di Netanyahu ha annunciato la costruzione di duemila nuove abitazioni per i coloni a Gerusalemme Est ed in Cisgiordania ed il congelamento del trasferimento dei fondi palestinesi provenienti dalla raccolta dei dazi e delle tasse che in base agli accordi di Oslo del 1993 è tenuto a riscuotere per conto dell'Autorità Nazionale Palestinese.

Le reazioni all'ammissione della Palestina nell'UNESCO hanno mostrato ancora una volta da una parte l'intransigenza di Israele e la sua opposizione a qualsiasi richiesta di cambiamento e dall'altra la progressiva perdita di credibilità degli Stati Uniti come broker imparziale del processo di pace. In questo contesto, affinché la decisione dell'Agenzia delle Nazioni Unite non rimanga soltanto una svolta limitata al campo diplomatico, è necessario che la comunità internazionale si impegni per trovare una soluzione concreta al conflitto. Un ruolo di rilievo in questo compito spetta sicuramente all'Europa, che grazie alla sua posizione geografica ed alla sua storia possiede un legame unico con i paesi che si affacciano sulle sponde del Mediterraneo. Purtroppo però i paesi del Vecchio Continente non sono stati in grado di parlare con un'unica voce, e nella Conferenza di Parigi l'Unione Europea è arrivata divisa fra l'inaspettato voto favorevole della Francia, l'astensione di Italia ed Inghilterra e il già annunciato parere contrario della Germania. In questo modo l'UE, scossa dalla crisi dell'Euro ed incapace di rappresentare un’unione politicamente coesa al suo interno, dimostra di dover ancora lavorare molto prima di poter svolgere appieno la parte che le spetta in questa ed in altre questioni internazionali. Nonostante quindi l'importante traguardo politico raggiunto in seno all'UNESCO, si dovranno attendere ancora dei passi più concreti verso la pace. Nel frattempo, Territori palestinesi l'occupazione e le violazioni dei diritti umani continuano ad essere un'insopportabile realtà.


Note

1. Il primo provvedimento, adottato nel 1990 sotto la presidenza di George Bush, proibisce il finanziamento delle Nazioni Unite o di qualsiasi altra agenzia specializzata che conceda all'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) la stessa posizione degli stati membri (“No funds authorized to be appropriated by this Act or any other Act shall be available for the United Nations or any specialized agency thereof which accords the Palestine Liberation Organization the same standing as member states.”), mentre il secondo, approvato nel 1994 sotto la presidenza Clinton, vieta il supporto finanziario a organizzazioni delle Nazioni Unite che garantiscano l'ingresso come Stati a gruppi od organizzazioni che non siano in possesso delle caratteristiche internazionalmente riconosciute per essere ritenuti tali ("The United States shall not make any voluntary or assessed contribution - "(1) to any affiliated organization of the United Nations which grants full membership as a state to any organization or group that does not have the internationally recognized attributes of statehood, or "(2) to the United Nations, if the United Nations grants full membership as a state in the United Nations to any organization or group that does not have the internationally recognized attributes of statehood, during any period in which such membership is effective."