Nieves López Izquierdo

Le rivolte degli indignati [24/01/2013]

Con la sollevazione dei paesi arabi nel gennaio 2011 si è aperta una nuova stagione di proteste in tutto il pianeta.

L’ondata di proteste che ha investito il pianeta nell’ultimo anno segna una nuova tappa nella storia dei movimenti globali.

Rispetto al movimento noglobal, che per primo all’inizio degli anni duemila aveva messo in discussione la globalizzazione neoliberista, oggi la protesta ha assunto un contenuto più direttamente politico: il rifiuto di pagare sulla propria pelle le conseguenze sociali di una crisi economica che il movimento aveva annunciato. Il rifiuto è rafforzato dal fatto che per le istituzioni politiche tradizionali è sempre più difficile sottrarsi ai comandi impersonali dei mercati.

I nuovi contenuti della protesta sono riconoscibili anche nella cosiddetta “primavera araba”: le rivendicazioni classiche di maggiore libertà e democrazia sono andate infatti di pari passo con la richiesta, fatta propria da migliaia di giovani altamente scolarizzati, di un destino diverso da quello di precarietà e miseria che li avvicina ai loro coetanei occidentali.

Comunicazione orizzontale
Allo stesso modo, i grandi raduni mondiali di militanti noglobal (come quelli di Porto Alegre o di Genova) hanno lasciato il posto a eventi autonomi, sparsi sul territorio, ma capaci di scatenarne altri in modo contagioso, anche grazie all’uso dei social network come Facebook e Twitter, che favoriscono una comunicazione rapida e orizzontale. Nonostante i suoi limiti e le sue contraddizioni, questa nuova stagione dell’indignazione sembra destinata a durare nel tempo.

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Per saperne di più
• Martin Klimke and Joachim Scharloth (a cura di), 1968 in Europe: a history of protest and activism, 1956–1977 (Palgrave Macmillan 2008)
• Peppino Ortoleva, I movimenti del ’68 in Europa e in America (Editori Riuniti 1998)
• William F. Fisher and Thomas Ponniah (a cura di), Another world is possible. Popular alternatives to globalization at the World social forum (Zed Books 2003)
• Giovanni Arrighi, Terence K. Hopkins, Immanuel Wallerstein, Anti-systemic movements (Manifestolibri 1992)
• “Capire le primavere arabe. Rivoluzioni sull’altra sponda del mediterraneo”, Manière de voir (Le Monde diplomatique-Il Manifesto 2012)
• Occupy Wall Street (Feltrinelli 2012)
• Anna Curcio, Gigi Roggero, Occupy! I movimenti nella crisi globale (Ombre Corte 2012)
• Cesare Merlini, Olivier Roy (a cura di), Arab society in revolt. The West’s Mediterranean challenge (Brookings Institution Press 2012)
• Donatella Della Porta, Hanspeter Kriesi e Dieter Rucht (a cura di), Social movements in a globalizing world (Macmillan 2009)

Sitografia
economist.com/topics/arab-spring
tomalaplaza.net
occupywallst.org
uninomade.org
aljazeera.com
fse-esf.org

Una prima versione di questa carta è stata pubblicata in "Internazionale" n° 984 del 25 gennaio 2013 e on line sul sito di Internazionale

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