Brasile: Potenza agricola o ambientale?

Vent’anni dopo il primo Vertice della Terra, tenutosi a Rio de Janeiro nel 1992, i governi di tutto il mondo torneranno a Rio nel giugno del 2012 per un nuovo summit sullo sviluppo sostenibile. Alla vigilia di questo evento, e a poco più di un anno dalla elezione di Dilma Rousseff alla presidenza della nuova potenza sudamericana, la questione ambientale è tornata al centro del dibattito politico nazionale per effetto anche di sempre maggiori critiche e proteste da parte di gruppi e movimenti sociali contro la direzione "ruralista" del nuovo governo brasiliano, accusato di compromettere drammaticamente l’agenda ambientale del governo Lula. Oggetto delle proteste, formalizzate in un manifesto divulgato il 6 marzo 2012 e intitolato “Retrocessos do governo Dilma na Agenda Socioambiental” (Marcia indietro del governo Dilma nell’agenda socio-ambientale) l’annunciata Riforma del Código Florestal, la legge che disciplina la produzione agricola in relazione al territorio, la sospensione della creazione di nuove aree di protezione ambientale e la perdita di potere di organi di controllo ambientale come l’Ibama. Questo dossier, che raccoglie materiale inedito e documenti già pubblicati ma ancora attuali, affronta la complessa tematica della tensione fra agricoltura e foresta in Brasile, con particolare attenzione allo sviluppo degli agrocombustibili.